Debiti

Anni fa, rientrando a casa la sera, ho avuto modo di sentire in lontananza alcuni colpi di arma da fuoco. Incuriosito dall’evento, la mattina dopo ho acquistato il giornale locale per capire cosa fosse successo.

Era successo che durante il normale servizio di controllo del territorio, i tre militari di una Gazzella dei Carabinieri erano incappati in un’auto con quattro banditi armati a bordo. I banditi avevano tentato di speronare l’auto dei Carabinieri e si erano dati alla fuga. I Carabinieri avevano inseguito l’auto per alcuni km, lungo le strade periferiche della città, finchè non era successo qualcosa di decisamente imprevedibile.

Invece di limitarsi a fuggire, i banditi hanno messo in atto una vera ritorsione. Dopo aver guadagnato un po’ di strada (che avrebbe permesso loro di sparire nel nulla), si sono fermati dietro ad una curva ed hanno atteso la Gazzella armi in pugno. Quando i tre militari hanno superato l’angolo, sono stati accolti da una vera tempesta di piombo. I quattro banditi hanno infatti usato almeno due AK-47 Kalashnikov calibro 7,62×39. Dei tre militari, due sono rimasti feriti ed uno, in particolare, ha perso l’occhio destro. Ho avuto modo di vederlo in tribunale anni dopo, in occasione del processo ai suoi assalitori (un gruppo di slavi, reduci dalla guerra in Bosnia). Un bel ragazzo, sposato e con due figli. Un bel ragazzo con una benda sull’occhio. In quel momento, come cittadino, mi sono sentito pesantemente in debito con quei ragazzi. In debito con loro e con le centinaia di mogli, di mariti e di figli che hanno dovuto versare le proprie lacrime al capezzale di un loro congiunto rimasto ferito od ucciso in circostanze simili.

Per questa ragione, quando mi hanno comunicato che sarei stato candidato da Sinistra e Libertà come membro del futuro parlamento europeo, sono andato a vedere sul web se esisteva una associazione che assista le vittime del dovere.

Esiste. In realtà, ne esistono addirittura quattro:

http://www.fervicredo.it/

http://www.vittimedeldovere.it/

http://www.assovittime.com/

http://www.cadutipolizia.it/

Potete trovare ulteriori informazioni anche su questa pagina di Wikipedia:

http://it.wikipedia.org/wiki/Vittime_del_dovere

Delle associazioni esistenti, sembra che solo una (“vittime del dovere”) sia una ONLUS abilitata a ricevere il 5×1000 dalle denunce IRPEF. Le altre vivono solo delle donazioni dei volontari. Una di queste, “Fer.Vi.Cr.e DO”, mi ha colpito in modo particolare. Ecco cosa riporta la loro home page:

“Una volante della Polizia di Stato in servizio di pattugliamento a Marghera ferma per normale controllo un’auto sospetta. Gli occupanti dell’auto estraggono armi da guerra e investono i tre componenti la pattuglia con un impressionante volume di fuoco.

Nell’attentato uno dei poliziotti viene colpito ripetutamente all’addome: rimane in vita ma resta inchiodato una sedia a rotelle. Un altro, colpito al cuore, sopravvive per miracolo e il terzo rimane incredibilmente illeso.

L’età media dei tre poliziotti è di 24 anni.

Per i tre ragazzi inizia un autentico calvario, fisico e morale. Segnati per sempre nel corpo e nello spirito, iniziano a rendersi conto che nemmeno per loro, difensori della legalità dello Stato, esistono automatismi, uffici preposti efficienti e ben informati, persone preparate per aiutarli a districarsi nei dedali della burocrazia e della giurisprudenza.

Se vogliono avere un sostegno, un aiuto, un minimo supporto economico devono compilare moduli su moduli, fare domande su domande, aspettare mesi, anni per vedersi riconosciuta una pensione o un minimo di indennizzo.

Ed è solo grazie all’aiuto spontaneo e volontario di colleghi e amici, nato appunto sull’onda della reazione emotiva, che riescono con incredibile fatica a vedersi riconosciuti i propri diritti.”

Come potete vedere, la somiglianza con quanto è avvenuto a Ferrara, più o meno negli stessi anni, è impressionante. Impressionante è anche la stessa situazione di abbandono in cui si sono trovati questi ragazzi (ragazzi… di soli 24 anni).

Per queste ragioni, ho deciso che, se verrò eletto al Parlamento Europeo, verserò ogni mese il 10% del mio stipendio a Fer.Vi.Cr.e DO. Verserò invece il mio 5×1000 dell’IRPEF all’associazione “vittime del dovere” che ho già citato in precedenza. La mia speranza è che in questo modo chi si trova vittima di queste tragedie possa trovare un minimo di assistenza e di supporto.

Non è molto, in realtà. Navigando sul web potete facilmente constatare come il salario previsto a partire dal Giugno 2009 per i parlamentari europei sia di circa 7000 € al mese:

http://en.wikipedia.org/wiki/Member_of_the_European_Parliament#Salary

Si può fare di meglio. Da parte mia, sarò ben felice di versare un’altra quota del mio stipendio a quest’altra, famosissima associazione, ad alcune condizioni:

http://www.familiarivittimedimafia.com/

Le condizioni sono due:

  1. Che qualcuno mi porti i nomi di altri cinque parlamentari europei della mia stessa legislatura che si impegnano pubblicamente a fare altrettanto (anche parlamentari non italiani che versano una quota ad associazioni di vittime del dovere non italiane).

  2. In alternativa, che i bonus che si aggiungono al salario base siano tali da superare il 10% dello stesso. In questo caso, sarò ben lieto di versare una parte di questa eccedenza alla sopraccitata associazione.

Beh?! Cosa state facendo ancora lì, seduti davanti al PC? Andate a cercare quei cinque parlamentari!

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

www.alessandrobottoni.it


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