Democrazia

Com’era prevedibile, anche dopo queste elezioni, com’è sempre avvenuto in precedenza, si respira un’aria di disillusione e di rabbia per i risultati ottenuti. Curiosamente, l’amarezza per i risultati ottenuti è condivisa da partiti tra loro avversi (PDL e PD) e, soprattutto, dalla quasi totalità della popolazione. Questo è piuttosto strano perchè in ogni elezione, per forza di cose, c’è sempre qualcuno che vince e quindi sarebbe lecito aspettarsi un certo entusiasmo da parte di almeno una delle fazioni in gioco. Invece, sembra che la disillusione e l’amarezza non risparmino nessuno ed arrivino a mettere in discussione il meccanismo stesso della Democrazia.

Credo che a questo punto sia opportuna qualche riflessione agrodolce su questo tema.

Orazi e Curiazi

Contrariamente a quello che si è soliti credere, la Democrazia NON serve a dare un “buon governo” ad un paese.

In realtà, si può facilmente dimostrare (per via matematica) che nessuna Democrazia può dare un “buon governo” a nessun paese. Più esattamente, la Democrazia è INCOMPATIBILE con quello che noi chiamiamo abitualmente “buon governo”. La Democrazia, per sua stessa definizione, infatti, è un meccanismo di governo estremamente lento, farraginoso, inefficiente e costosissimo. Praticamente, è il peggior sistema di governo che si possa concepire. Esclusi tutti gli altri, ovviamente.

La Democrazia fa un altro mestiere: rende possibile la PACE.

Come qualunque altra specie animale di tipo “sociale”, anche l’Uomo ha il problema di darsi una organizzazione. Il modo più “naturale” e più diffuso di darsi questa organizzazione è quello utilizzato, professato ed incentivato da sempre dalla destra: l’uso della forza. Il più forte (od il più abile a crearsi alleanze) stermina gli avversari e comanda su chi resta. La sciabola è il più efficiente strumento di governo che si possa concepire. Anche la tortura, le mitragliatrici ed il napalm non vanno male, se usati da persone abbastanza sanguinarie. Questa è la triste realtà

L’uso della forza funziona molto bene (per chi vince) quando le forze in campo sono molto diverse, come sta avvenendo adesso in Italia ed in tutta Europa tra destra e sinistra (questa è la ragione per cui è facile aspettarsi una sanguinosa crociata contro i “comunisti” a breve termine). In questo caso il più forte vince rapidamente, riporta poche perdite ed instaura il suo potere per i secoli a venire.

Quando le forze in campo sono molto simili, si corre il rischio di dare inizio ad una guerra civile che si protrae per decenni, o persino per secoli, e che consuma l’intera popolazione e tutte le sue risorse senza mai riuscire a dare vita a nessuna reale forma di controllo. Questo è quello che è successo all’Etiopia, alla Somalia, all’Iraq, all’Afganistan e… alla sinistra italiana ed europea. In tutti questi casi siamo di fronte a dei “failed states”, degli “stati falliti”, che diventano rapidamente terreni di conquista per altri stati più forti (USA, Russia, l’UDC di Casini, l’IDV di Di Pietro, la Microsoft o la AT&T…).

Per evitare queste pericolose situazioni di stallo, si è inventata la virtualizzazione dei conflitti e, in particolare, la virtualizzazione della guerra civile. Il primo caso documentato di virtualizzazione di un conflitto è forse quello degli Orazi e Curiazi (http://it.wikipedia.org/wiki/Orazi_e_Curiazi). La Democrazia non è altro che una forma di virtualizzazione della guerra civile: invece di scannarsi l’un l’altro per la strada col machete, spargendo sangue ovunque, ci si scanna a parole in parlamento.

Il meccanismo è altrettanto orribile, sanguinoso, caotico, rumoroso, inelegante e violento che una vera guerra civile ma almeno i morti sono solo virtuali (i costi economici, invece, sono nettamente più alti di una normale guerra civile).

Populismo e Demagogia

Teoricamente, in una Democrazia l’elettore dovrebbe votare qualcuno che lo possa rappresentare, cioè qualcuno che possa farsi portavoce delle sue richieste e delle sue idee.

Questo in teoria.

Nella pratica, l’Uomo si comporta come qualunque animale sociale: sceglie un leader che sappia condurlo alla vittoria (non importa contro chi e per quale causa). Più esattamente, accetta un leader che sappia imporre la sua forza. Se è anche brutale e sanguinario, è meglio.

Questa è la ragione per cui gli italiani sono così ansiosi di entrare a far parte della squadra vincente di Berlusconi e/o di Bossi. Sacrificano il proprio interesse personale (i propri diritti e la propria dignità) per avere il privilegio di stare dalla parte del più forte e di potersi cibare dei più deboli. In questo, sono assolutamente identici a qualunque altra popolazione. Fanno così anche i lupi…

A questo punto, il leader non deve far altro che “parlare ai loro cuori”, facendo leva sul loro spirito di gruppo (di solito rappresentato dal nazionalismo o dall’anticomunismo). Questo è ciò che noi chiamiamo “populismo”. Le irrazionali motivazioni usate a questo scopo sono ciò che si chiama “demagogia”.

Populismo e Demagogia vincono PER DEFINIZIONE sull’uso della Ragione. Questo perchè l’Uomo NON È un animale razionale, come si vorrebbe credere. Ragiona sulla base di istinti e di emozioni primordiali, come l’odio e la paura. L’uso della ragione non c’entra niente con la politica.

La gente che si occupa di queste cosa (anche solo a livello dilettantesco) lo sa bene e lo sa da molto, molto prima che arrivassero sulla scena persone come Benito Mussolini, Adolf Hitler e Silvio Berlusconi. Questi demagoghi populisti non hanno inventato nulla di nuovo. E’ solo che gli elettori a cui costoro si sono rivolti non erano gli stessi che erano stati fregati al giro precedente. Il segreto della loro vittoria consiste semplicemente nella mancanza di memoria storica di chi dovrebbe valutarli (l’elettorato).

La Dipendenza dalla Popolarità

Ovviamente, non si può votare per qualcuno che non si conosce o che, addirittura, non si sa nemmeno che esista. Per questo le Democrazie occidentali sono così mortalmente dipendenti dalla TV. Senza TV non c’è popolarità e senza popolarità non c’è consenso.

Per questo le persone “accorte” hanno le televisioni ed i fessi no. La sinistra italiana NON ha televisioni (no, neanche RAI3). Ha avuto in più occasioni la possibilità ed i soldi necessari per creare i propri organi di stampa, al passo coi tempi, ma ha sempre scelto di dare vita a cose illeggibili come Rinascita, Liberazione, L’Unità ed il Manifesto.

Qualcun’altro ha preferito concentrarsi sulla TV e su cose più fruibili (tante veline, certo, ma anche molto buon cinema e molte altre buone cose). Per questo “Porta a porta” è la terza camera dello Stato mentre i giornali della sinistra sono eternamente sul punto di fare bancarotta.

Qualunque messaggio non richiesto dal pubblico (“politico”) deve infatti trovare un suo “vettore”. La pubblicità si infila tra un tempo e l’altro di un film. Non esiste da nessuna parte un canale televisivo di sola pubblicità.

Il Buon Governo

Il Buon Governo non c’entra niente con la Democrazia. Anzi: è incompatibile con essa.

Con questo termine noi intendiamo infatti un meccanismo semplice ed efficace attraverso il quale una popolazione possa assicurarsi che vengano prese le decisioni che riguardano la comunità nel suo complesso. Più esattamente, il Buon Governo dovrebbe essere un meccanismo che, a fronte di un costo economico e gestionale ragionevole, fosse in grado di garantire un funzionamento semplice ed efficace della società nel suo complesso e di garantire il rispetto di ogni individuo.

Questo meccanismo, per forza di cose implica un altissimo livello di maturità e di progettualità ed un alrettanto grande livello di capacità realizzativa. In altri termini, ci vuol un meccanismo altamente centralizzato, molto gerarchizzato e gestito da persone molto preparate. Questi sono i parametri tipici di una azienda, non di una comunità umana. Per questo i Berlusconiani sono così ansiosi di trasformare lo Stato (la società, la nostra comunità) in una grande azienda: si illudono che questo sia il modo corretto per ottenere una gestione semplice ed efficace dello Stato. In modo simile, gli illuministi pensavano che fosse più opportuno avere un monarca illuminato, come Ludwig di Baviera, piuttosto che una caotica democrazia. Mussolini, a suo tempo, aveva inventato la sua personale versione dello stesso concetto ricorrendo al corporativismo (http://it.wikipedia.org/wiki/Corporativismo).

Peccato però che il proprietario dell’azienda-stato (Berlusconi) od il monarca illuminato non abbiano nessuna ragione razionale per fare gli interessi dei proprio simili. Ogni struttura non-democratica come queste, infatti, porta rapidamente a delle sanguinose dittature in cui la totalità della popolazione viene resa schiava da chi detiene il potere (cioè le armi). La Francia pre-rivoluzionaria ne è stata un esempio eclatante.

Aziende altamente efficienti e vincenti, come Apple e Microsoft, sono abitualmente monarchie assolute nelle mani del loro principale azionista. Visti dall’esterno, sono organismi feroci, agili, potenti ed astuti che aggrediscono i concorrenti senza alcuna pietà e conquistano rapidamente l’intero ecosistema. Sono organismi vincenti. Visti dall’interno, sono spietate dittaure da cui la gente tenta di fuggire in ogni modo (provate a leggere “microserfs” di Douglas Coupland: http://en.wikipedia.org/wiki/Microserfs). Aziende come queste sono efficientissime nel fare gli interessi dei loro proprietari, non certo nel fare gli interessi dei loro dipendenti. Qualunque “monarchia illuminata” è minacciata alla sua base da questa intrinseca mancanza di giustizia sociale.

Il Buon Governo NON può essere ottenuto delegando il potere a questa o quell’altra parte perchè ciò che è “buono” per l’una è normalmente “cattivo” per l’altra. Il conflitto di interessi tra le parti, infatti, è alla base stessa di qualunque società, non solo di quelle umane. Solo quando tutti i membri della società partecipano al processo decisionale ci si può aspettare che vengano rappresentati gli interessi di tutti. Questa è l’anima stessa della Democrazia, la ragione per cui essa funziona.

La Democrazia, infatti, può funzionare SOLTANTO se tutte le parti possono ragionevolmente pensare di poter ottenere soddisfazione, presto o tardi. Se questa speranza viene meno, è inevitabile che prima o poi qualcuno rovesci il tavolo delle trattative ed impugni le armi.

Intelligenza Collettiva

L’Uomo È condannato a vivere nel caos che caratterizza la Democrazia o, a sua scelta, in un’eterna guerra civile. Non c’è scampo a questo.

Non c’è scampo anche se, in realtà, quasi tutti i sistemi che si autorganizzano (persino le colonie di coralli…) arrivano rapidamente ad uno stato di equilibrio in cui le decisioni collettive producono una evoluzione del sistema in una direzione che è più adatta alle sue esigenze (“verso il meglio”).

Questa è la ragione per cui, nonostante Mussolini, Stalin, Hitler, Bush, Berlusconi ed altre persone di questo genere, la società umana nel suo complesso evolve comunque verso una situazione migliore delle precedenti.

Siamo condannati a vivere nel dolore (la destra) ma il mondo può solo evolvere per il meglio sul medio e lungo periodo (cioè va a sinistra).

Questo perchè sul lungo periodo l’imbecillità risulta evidente ed inollerabile persino agli imbecilli. Certe sorprendenti “svolte a sinistra” di certi elementi della destra ne sono una evidente dimostrazione.

Minoranze ed èlite

A far notare le imbecillità, ed a renderle così evidenti da diventare insopportabili persino per gli imbecili che le hanno partorite, sono le “èlite”, cioè le minoranze.

Non sono solo le èlite intellettuali a fare questo ma anche le minoranze in genere. Basta ripercorrere mentalmente la storia che abbiamo studiato a scuola per renderesene conto. Le destre, sin dai tempi di Sparta, hanno sempre governato il mondo (e continueranno a farlo in eterno) ma nessuna innovazione degna di nota è mai stata prodotta da una destra.

La destra produce “ordine”, nel senso che tende ad eliminare fisicamente tutto ciò che non le somiglia. Non produce nient’altro. Solo una triste, grigia e cimiteriale uniformità. Meno che mai può produrre qualcosa di nuovo o di intelligente.

Le innovazioni e le azioni razionali sono sempre state una esclusiva delle minoranze. Sono le minoranze ad aver inventato la democrazia ed i diritti civili (le maggioranze, proprio perchè maggioranze, e quindi “più forti”, non ne avevano nessun bisogno). Sono le minoranze ad aver inventato la tolleranza e la pace (i forti prosperano molto meglio in guerra, basandosi sulla loro intolleranza e sullo sterminio sistematico degli avversari).

Ciò che abbiamo di buono al mondo, lo hanno inventato le minoranze (o le “avanguardie”). Le maggioranze hanno sempre dovuto accettare la superiorità logica delle loro proposte ed adottare idee che fino al giorno prima aborrivano. Chiedetelo a Gianfranco Fini, che di queste cose se ne intende.

Il Ruolo della Sinistra

Il ruolo della sinistra (in tutto il mondo) è quindi soprattutto quello di soffrire. La sinistra trova la sua vera ragione di esistere nel dolore e nella umiliazione. Più è profonda è la sconfitta, più bruciante è il dolore, più dolorosa è l’umiliazione e più la sinistra trova le sue ragioni di insistere nei propri “errori”, primo fra tutti la sua insopprimibile tendenza alla polverizzazione. Se non fosse così, sarebbe la destra.

Ed il punto è proprio questo: non si può vincere ed essere di sinistra. Più esattamente, non si può aver ragione, dire cose sensate e, nello stesso momento, pretendere anche di ottenere larghi consensi. Le idee “popolari”, quelle che attecchiscono tra la popolazione e guadagnano consensi, sono PER DEFINZIONE idee del cazzo. Se non lo fossero, non potrebbero mai trovare il consenso di una maggioranza che, per evidenti ragioni statistiche, è per sua stessa natura “mediocre”. Basti pensare ad idiozie come la legge italiana sul testamento biologico: una legge in cui, in nome della libertà dell’individuo, gli si nega la libertà di scegliere come morire!!!! La “media” di una popolazione, è per forza di cose mediocre e produce idee mediocri (ad essere ottimisti).

La natura stessa della sinistra è quella di essere un coacervo di èlite, di minoranze, diversissime tra loro ed assolutamente inconciliabili. C’è un modo solo di essere di destra (essere fedeli al capo ed obbedire, senza permettersi di usare la propria testa) ma, per definizione, c’è un modo diverso per ogni individuo di essere di sinistra (perchè c’è un modo diverso di essere originali ed innovativi per ogni persona). La sinistra è la serra in cui si coltiva la “biodiversità” in politica, il crogiolo da cui nasce l’innovazione. Pretendere che sia “unita” (cioè “uniforme”) è assurdo.

Non potendo essere unita, la sinistra può solo perdere. Deve perdere per svolgere il suo ruolo. Deve perdere alla grande, in modo doloroso, grottesco ed umiliante.

Come potete notare, la sinistra italiana è in ottima forma: erano secoli che non perdeva in modo così spettacolare.

Conclusioni

Non prendetevela con la Sinistra. Fa il suo mestiere molto bene. Le leggi che questa destra approverà nei prossimi anni saranno comunque quelle per cui ci stiamo battendo noi ora. Potranno solo rallentare il normale cammino evolutivo della specie umana, non bloccarlo. L’imbecillità delle loro posizioni alla fine risulterà evidente persino agli imbecilli che le hanno partorite. È gia successo con il testamento biologico (bloccato in parlamento da mesi), succederà anche per molte altre cose, dal controllo poliziesco di Internet alle leggi nazi-fasciste sull’immigrazione.

Non prendetevela con la Democrazia. Fa il suo mestiere molto bene. Ogni volta che si svolge un’elezione vuol dire che ci siamo risparmiati una guerra civile e milioni di morti.

Non cercate il Buon Governo. La perfezione non è di questo mondo. Ciò che ci concesso è un governicchio, un po’ gracile, basso di statura e macilento. Teniamocelo stretto e speriamo che cresca.

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

www.alessandrobottoni.it

PS: Le due estremità della “curva a campana” (http://it.wikipedia.org/wiki/Variabile_casuale_normale) non sono equivalenti. Non esiste una èlite di destra. La destra estrema NON assomiglia in alcun modo alla sinistra “estrema”. Non c’è una “èlite” innovatrice e sperimentativa da quella parte. C’è solo un “corpo d’èlite” specializzato nell’essere ancora più intollerante, brutale e violento del resto della destra.

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~ di ilprogettoarancione su 8 giugno 2009.

Una Risposta to “Democrazia”

  1. Assolutamente vero. Spero che la sua avventura politica non termini qui. Intanto mi consolero’ pensando al successo dei colleghi svedesi… :(

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