Contract Based Politics

I lettori più attenti avranno sicuramente notato che nei giorni scorsi ho sottoscritto una mezza dozzina di impegni pubblici nei confronti degli elettori su temi che vanno dal supporto al software libero al supporto ai servizi pubblici.

Che senso hanno tutte quelle adesioni? Quanto possono essere realmente impegnative? Che profilo disegnano di uno specifico candidato?

Una Politica Basata sui Contratti

Far delle promesse in campagna elettorale è facile. Soprattutto, è facile restare nel vago. In fondo, siamo tutti d’accordo su cosa si debba fare, almeno in linea di principio: ci vogliono più soldi, più servizi, più di questo e meno di quello. Il problema vero è come fare queste cose. Come dice il proverbio: “il diavolo sta nei dettagli”. Certo, ci vogliono più soldi ma è molto diverso raccoglierli con nuove tasse o facendo una seria lotta all’evasione.

Per questo è necessario mettere in chiaro, nei dettagli, quali azioni si vogliono intraprendere. Bisogna prendersi degli impegni nero su bianco. Impegni che siano verificabili a posteriori e che quindi costringano il candidato a rispettarli una volta eletto.

Ancora meglio, è necessario che questi dettagli vengano stabiliti a priori da gruppi di specialisti o comunità di persone che seguono un certo tema da diverso tempo e che sono indipendenti dal candidato. Questo permette di evitare sia le “dimenticanze” che le tendenziosità tipiche dei documenti redatti da una delle parti. Se state comprando un’automobile, quasi certamente preferireste firmare un contratto preparato da un ente pubblico “terza parte”, in grado di garantire i vostri diritti come quelli del venditore, piuttosto che firmare il contratto preparato dall’èquipe legale della casa produttrice. O sbaglio?

Per questa ragione, fin dove è possibile, è meglio sottoscrivere una delle molte campagne di sensibilizzazione che vengono proposte dalle associazioni piuttosto che crearne una di propria iniziativa.

Le associazioni che promuovono queste campagna si curano anche di monitorare il reale rispetto degli impegni presi e di informare l’opinione pubblica. Non rispettare uno di questi impegni diventa quindi molto pericoloso per un candidato.

Qui di seguito elenco le campagne che ho sottoscritto finora e spiego brevemente le ragioni della mia adesione.

Caro Candidato…

Caro Candidato… (http://www.carocandidato.org/) è una campagna che mi impegna a promuovere l’uso del software libero nelle pubbliche amministrazioni ed a difendere questo tipo di software dagli attacchi che gli vengono portati dalle lobby del software commerciale.

Personalmente, credo che il FLOSS (“Free or Libre Open Source Software”) sia la risposta giusta alle esigenze degli utilizzatori pubblici e privati nel 90% dei casi. Credo che il software commerciale abbia senso solo in applicazioni molto particolari, come certe applicazioni tecniche e scientifiche tipiche dell’industria.

Credo anche, però, che il FLOSS ed il software commerciale debbano convivere, seppure in competizione aspra l’uno con l’altro. Il nostro mondo ha bisogno (anche) di software house commerciali. Ciò di cui non ha bisogno sono i formati proprietari, i vendor-lock ed altre trappole che le software house tentano di usare per intrappolare i loro clienti.

In conclusione, farò tutto quello che posso per promuovere la diffusione del FLOSS ovunque sia possibile, indipendentemente dal fatto che si tratti di “free software” (alla Stallmann) o “open source software” (alla Raymond).

BEUC Consumer Pact

Il Consumer Pact di BEUC (http://www.consumerpact.eu/) è diventato addirittura il mio “programma elettorale” di base. In pratica, è un impegno ampio e dettagliato a difesa dei consumatori.

Si occupa di molte cose diverse e specifica delle modalità di intervento piuttosto precise. Lo considero uno dei migliori “contratti” che un candidato possa firmare e credo che possa fare molto per i cittadini. Vi invito a leggerlo per capirne appieno l’importanza. C’è anche la versione in italiano sul sito.

Science Pact

Il Science Pact (http://sciencepact.org/) è uno di quei casi in cui non esisteva un progetto indipendente. Ho contattato diverse associazioni per vedere se esisteva qualcosa di adatto allo scopo ma alla fine ho dovuto arrendermi.

A quel punto, Umberto Guidoni ed io ci siamo seduti intorno ad un tavolo ed abbiamo redatto questo impegno. Forse non è il massimo che si poteva fare ma almeno è un impegno chiaro, nero su bianco. Per sicurezza, lo abbiamo fatto leggere ad alcuni dei nostri consulenti (che lo hanno trovato di loro gradimento).

Personalmente, spero di essere riuscito a creare qualcosa di “neutro” (non orientato politicamente) e di significativo. Spero anche che questa iniziativa venga sottoscritta da quanti più candidati possibile. Scienza e tecnologia sono al centro dei miei interessi politici e ci terrei a raccogliere una piccola “task force” attorni a questi temi.

EPSU Pledge 2009

EPSU è una federazione di associazioni che raccoglie persone che lavorano per le società di servizio pubblico e altre associazioni che difendono le società di servizio pubblico. Lo scopo di questa confederazione consiste nel difendere alcuni servizi pubblici fondamentali (acqua, sanità, lotta antincendio, etc.) dalla privatizzazione e dalla commercializzazione.

Credo che mantenere pubbliche queste attività sia qualcosa di importanza vitale per qualunque comunità umana. Basti pensare cosa è successo ogni volta che si è ceduto il controllo della sanità ai privati (come in USA). Per questo ho sottoscritto la loro “EPSU Pledge 2009” (http://www.epsu.org/).

Unire la Sinistra e Movimento per la Sinistra

Sono un comunista da sempre e mi piange il cuore vedere in quale stato di polverizzazione si sia ridotta la sinistra italiana. Per questo sottoscrivo da sempre tutti i progetti che mirano a riunificare la sinistra (la sinistra… i democristiani NON c’entrano con questo discorso).

Unire al Sinistra e Movimento per la Sinistra sono due di questi progetti, provenienti da radici diverse. Con il mio solito spirito ecumenico, li sostengo entrambi.

Conclusioni

Berlusconi, anni fa, si è presentato in televisione con un grottesco simulacro di contratto e lo ha firmato davanti agli italiani ed a Bruno Vespa.

Noi, che siamo gente seria, firmiamo contratti che ALTRI hanno messo a punto e lo facciamo sul web, dove chiunque può verificare cosa abbiamo sottoscritto e come abbiamo tenuto fede alle nostre promesse (nessuno dei siti citati è sotto il nostro controllo, a parte Science Pact).

Francamente, questo è molto, molto di più di quello che ci si potrebbe aspettare da dei politici di professione. Forse è proprio per questo che molti di noi sono tecnici ed attivisti prestati alla politica e non politici di professione.

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

www.alessandrobottoni.it

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~ di ilprogettoarancione su 28 maggio 2009.

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