Il Questionario ACP

Non ho fatto nemmeno in tempo ad essere candidato e già sono stato contattato da una associazione che cerca di guadagnarsi il mio impegno a supportare le sue tesi (come se non ne avessi già di mie). L’associazione in questione si chiama Associazione Culturale Pediatri e mi ha contattato con un messaggio di questo tono:

“L’ Associazione Culturale Pediatri (www.acp.it) in associazione con Health and Environment Alliance (www.env-health.org) sta raccogliendo da tutti i candidati un loro impegno che testimoni il livello di coinvolgimento riguardo alle correlazioni tra problemi ambientali e di salute. I risultati degli impegni presi saranno resi pubblici entro la fine di maggio mediante conferenze stampa e pubblicazioni a livello nazionale ed europeo.”

“Per tale motivo La invitiamo cortesemente a compilare il seguente questionario e a restituirlo via mail entro massimo una settimana, evidenziando per ogni argomento la sua risposta (si, no, forse).”

Non ci sarebbe nulla da eccepire se non fosse per questa frase:

“Le segnaliamo che considereremo la Sua eventuale mancata risposta come una mancanza di impegno su questi temi.”

Ora, io sarei felice di impegnarmi a difesa della salute dei nostri figli ma trovo francamente difficile accettare questo tipo di pressioni. Come potete immaginare, ho il pieno diritto di avere opinioni diverse da quelle di questa associazione su molti dei punti che stanno loro a cuore. Ho anche il diritto di esprimere il mio dissenso senza venir additato per questo come una persona insensibile alla salute dei bimbi. Di conseguenza, ho deciso di compilare il loro questionario e di aggiungere ad esso qualche nota esplicativa. I redattori del questionario non avevano previsto che oltre ad un secco si/no/forse fosse possibile anche una risposta motivata, del tipo si-perchè/no-perchè. Ho provveduto io stesso a creare questa possibilità prima di restituire il questionario compilato. Ecco qui di seguito il risultato finale (purgato dei dettagli insignificanti).

Q: Ricostruendo il futuro dell’Europa, nell’attuale fase di crisi economica, mi impegno a promuovere e proteggere la salute pubblica come mezzo di sviluppo economico assicurando che verranno utilizzate tute le risorse necessarie per politiche di salvaguardia ambientale che creino un ambiente sano soprattutto nelle nostre citta’, case, ambienti di lavoro e scuole.

A: Si.

Q: Mi impegno ad assicurare che tutte le politiche ambientali stabiliscano degli standard tali da proteggere la salute dei bambini e di altri gruppi vulnerabili.

A: Si.

Q: Mi impegno a sostenere una significativa riduzione delle emissioni di CO2 che possa migliorare la qualita’ dell’aria e portare benefici alla salute soprattutto per quanto concerne le malattie cardio-respiratorie, la salute mentale e la riduzione dell’obesita’.

A: Si.

Q: Mi impegno a promuovere politiche, leggi e standard che aiutino l’Unione Europea a raggiungere un futuro senza veleni per il 2020, obiettivo sottoscritto dal piano SAICM (Strategic Approach to International Chemicals Management) Dell’ Organizzazione Mondiale della Salute.

A: Si.

Q: Mi impegno a promuovere il diritto dei cittadini a un’aria pulita, attuando degli standard piu’ severi basati sulle linee guida WHO per gli standar di qualita’ sia all’interno che all’esterno delle nostre case, scuole e posti di lavoro.

A: Forse. La mia disponibilità dipende dal tipo di misura che verrà proposta. Non ho nessuna intenzione di avvallare con il mio voto degli ulteriori, problematici ed inutili limiti al traffico automobilistico cittadino. Spero invece di poter votare a favore di misure di contenimento dell’inquinamento di altro tipo.

Q: Mi impegno a rendere obbligatoria la dichiarazione di sicurezza di nano-materiali e di nuovi prodotti chimici, che dovranno essere obbligatoriamente testati prima di essere usati in prodotti di consumo e venduti sul mercato con delle debitamente indicazioni.

A: Si.

Q: Mi impegno a sostenere politiche che stabiliscano limiti di esposizione più bassi per proteggere le persone più vulnerabili.

A: No. Posso vantare una competenza specifica in questo settore, che sono costretto a frequentare per ragioni professionali da molti anni. Nel corso di questi anni ho maturato l’opinione che l’allarme che si è voluto suscitare attorno al cosidetto “elettrosmog” sia decisamente irrazionale ed eccessivo. Per questa ragione non intendo avvallare nessuna misura di contenimento dei campi elettromagnetici prima che sia stata realmente dimostrata una loro negativa e non trascurabile influenza sulla nostra salute.

Q: Mi impegno a stabilire limiti legali di rumore nelle ore diurne e notturne basati sugli standard di salute del WHO, soprattutto per ridurre i rumori da traffico nelle aree urbane.

A: Forse. La mia disponibilità dipende dal tipo di misura che verrà proposta. Non ho nessuna intenzione di avvallare con il mio voto degli ulteriori, problematici ed inutili limiti al traffico automobilistico cittadino. Spero invece di poter votare a favore di misure che promuovano l’adozione su larga scala di veicoli meno rumorosi degli esistenti.

Q: Mi impegno a sostenere e promuovere tutte le iniziative legislative volte a regolamentare e ridurre il traffico automobilistico nelle aree adiacenti le scuole, ottenendo in tal modo una riduzione dell’inquinamento atmosferico ed acustico nelle aree scolastiche.

A: No. Come ho già detto, non ho nessuna intenzione di avvallare con il mio voto degli ulteriori, problematici ed inutili limiti al traffico automobilistico cittadino.

Q: Mi impegno a sostenere, promuovere ed incentivare tutte le iniziative di formazione degli operatori della sanità, degli amministratori locali, della popolazione, relative al rapporto tra ambiente e salute ed alle possibili azioni preventive.

A: Si.

Come potete vedere, sono nettamente contrario a due tipi di misure: quelle volte a limitare le emissioni elettromagnetiche e quelle volte a limitare il traffico automobilistico.

In entrambi i casi si tratta di temi cari agli ecologisti che vengono cavalcati attivamente da moltissime persone e da moltissime associazioni in cerca di un facile consenso.

Per quanto mi riguarda, non sono disposto a sfruttare la paura (ed in certi casi persino la supertizione) dei cittadini per raccogliere qualche volto in più.

Credo che sia già stata ampiamente dimostrata la totale innocuità dei campi elettromagnetici a cui ci esponiamo quotidianamente e che quindi ogni limitazione a questo tipo di emissioni sarebbe solo un vincolo ed un problema in più che andrebbe ad aggiungersi ai molti problemi (reali o presunti) con cui dobbiamo già confrontarci. Pensate solo cosa succederebbe alle nostre reti telefoniche cellulari se si decidesse di adottare il famigerato “principio di cautela” e di zittire le “celle” dei ripetitori.

Nello stesso modo, credo che le limitazioni al traffico cittadino siano già arrivate da decenni ad un livello francamente insopportabile. Ogni ulteriore battaglia all’inquinamento atmosferico ed acustico deve essere combattuta introducendo sul mercato le necessarie tecnologie (nuovi tipi di veicoli), non limitando ulteriormente l’uso di quelle esistenti.

Su questo pianeta dobbiamo viverci. Non è una serra, non è una vetrina e non è una corsia d’ospedale. Cerchiamo di non fare danni ma cerchiamo anche di non disseminare la nostra esistenza quotidiana di ostacoli assurdi ed ingiustificati.

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

www.alessandrobottoni.it

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~ di ilprogettoarancione su 30 aprile 2009.

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