Il Diritto alla Semplicità

In un mondo complesso come il nostro, il culto della semplicità è un dovere morale. La tecnologia porta nel nostro universo una quantità sempre maggiore di complessità e questa complessità viene spesso utilizzata da chi la capisce e da chi la gestisce come strumento di potere e di manipolazione nei confronti delle altre persone. Per questo motivo l’aumento ingiustificato della complessità va contrastato con consapevolezza e decisione.

Pensate ad esempio alle tariffe telefoniche dei cellulari. Ogni azienda del settore tende a fornire almeno una mezza dozzina di “pacchetti” diversi, segmentati in base all’orario di chiamata, in base allo scatto alla risposta (che sarebbe vietato per legge…), in base al fatto che si chiamino telefoni della stessa rete o di altre reti e via dicendo. La complessità dell’offerta è tale che l’utente non riesce più a capire cosa realmente gli convenga acquistare. Non riesce a capirlo nemmeno usando un programma di comparazione come quello offerto da Altroconsumo ai suoi soci (vedi: http://www.altroconsumo.it/). La complessità diventa potere (per la compagnia dei telefoni).

Ancora peggio: pensate a quello che succede con le tariffe UMTS per internet. L’offerta standard è normalmente abbastanza vantaggiosa. Appena si supera l’ammontare di ore o di traffico previsto dal pacchetto, però, arrivano mazzate da migliaia di euro. L’utente non ha realmente modo di capire se e quanto questa soglia viene superata e ne paga le conseguenze senza potersi appellare a nessuno.

Oppure, pensate ai molti vincoli tecnici che limitano l’utilizzabilità dei prodotti e dei servizi che acquistiamo. Cellulari che vanno d’accordo solo con il caricabatterie originale, automobili che possono essere riavviate solo da un ingegnere elettronico armato di computer portatile, telefoni cellulari che funzionano solo con certi operatori, etc. Vincoli tecnici creati dalla mancanza o dalla inosservanza degli standard esistenti, dalla pretesa di difendere un ormai indifendibile diritto di Proprietà Intellettuale e dalla volontà di confinare ad un segmento di mercato particolare un oggetto la cui utilizzabilità sarebbe molto più ampia (vedi Microsoft XboX, per esempio). Vincoli tecnici che però sono spesso superabili se si dispone della necessaria competenza tecnica e della necessaria strumentazione.

Tutto questo contribuisce ad un aumento ingiustificato, pericoloso, deliberato, gratuito ed inammissibile della complessità della nostra vita quotidiana. Ci costringe a passare gran parte del nostro tempo a “pararci il culo” da eventuali trappole ed un’altra parte del nostro tempo a studiare modi per liberarci da vincoli sempre più odiosi. Sottrae tempo ed attenzione alle nostre occupazioni personali, alla famiglia ed al lavoro. È un danno.

In una società “tecnocentrica” come la nostra, è fondamentale salvaguardare la semplicità dei sistemi per evitare che la loro naturale crescita di complessità si trasformi in una serie di barriere che ostacolano la concorrenza e che trasformano gli utenti in sudditi o persino in vittime del sistema.

Per salvaguardare la semplicità c’è solo un modo: stabilire che esiste un diritto del cittadino alla semplicità, alla chiarezza ed alla onestà.

Deve essere stabilito per legge che qualunque aumento ingiustificato della complessità nell’offerta o nella natura di un prodotto o di un servizio rappresenta una violazione di un diritto dell’utente e che quindi va sanzionato.

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

www.alessandrobottoni.it

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~ di ilprogettoarancione su 15 aprile 2009.

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